IL FUTURO DELLA MEMORIA
Il Futuro della Memoria è il nuovo calendario delle iniziative dell’Ecomuseo del Casentino, ma è anche l’impegno dell’azione dell’Ecomuseo che si rinnova anno dopo anno.
L’espressione racchiude, infatti, il desiderio di custodire il patrimonio materiale e immateriale della valle, trasformandolo in una risorsa viva e dinamica, capace di dialogare con il presente e di ispirare il futuro.
Un calendario vivo che anima i piccoli borghi e i luoghi, coinvolgendo comunità, cittadini vecchi e nuovi, associazioni, collettivi e singole persone.
Sono molti i percorsi e le opportunità che animeranno questa estate, concentrati per lo più nei mesi di luglio e agosto, grazie al sostegno di questi soggetti: Fondazione CR Firenze, Regione Toscana, parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, Monte Falterona e Campigna, Banca di Credito di Anghiari e Stia e Bandi FSE della Regione Toscana.
Cammina la storia, festasaggia, Summer School nel bosco dei bigonai, Il sapere delle mani, Carovana di Naturalmente Pianoforte, Boschi sonori, La voce delle cose, Un giorno con le fate, Le notti dell’archeologia, Mani sapienti, Mani divertenti, Spazio CURA, Appunti di paesaggio, Memorie di Guerra, Non voglio mica la luna, Mappa di Comunità di Chiusi della Verna, Re.Mo.Ti a Montemignaio, Archotrekking. Sono questi alcuni dei contenitori di una serie di eventi che vanno dalle escursioni, visite guidate alle emergenze del territorio, alla scoperta alla manualità, alla musica, al teatro e ai laboratori creativi.
“Il futuro della memoria è un festival diffuso che parla della valle del Casentino come luogo del possibile, come luogo non luogo, in cui l’utopia si fa presente come impegno e cura. L’Ecomuseo, in un lavoro costante e coerente nel tempo, ha rintracciato e rintrecciato i fili delle memorie nascoste nelle cose, nei borghi, nel cuore delle persone e delle comunità, come immaginario collettivo, come pratiche di comunità. Facendo questo si è potuto condividere una questione fondamentale: ripercorrere le strade del passato significa porre le basi per un futuro che si profila non come tempo che si deve costruire, ma come luogo che si deve abitare con nuove regole e magari nuovi cittadini e cittadine – commenta il Presidente dell’Unione dei Comuni Montani del Casentino Emanuele Ceccherini che continua: “Il mondo diventa piccolo nelle strade in pietra dei nostri borghi, il cuore diventa grande nell’accoglienza di chi qui non è nato, ma è approdato. Il festival diffuso dell’Ecomuseo è questo tentativo di dare voce a ciò che è “limite” e “confine”, di ciò che c’era e può portare energia e senso a ciò che ci sarà in futuro”.
L’Ecomuseo promuove un percorso partecipato che mette al centro la comunità, coinvolgendo associazioni, istituzioni, operatori culturali, realtà economiche e cittadini in un continuo processo di ascolto, confronto e collaborazione.
Da questo lavoro di concertazione nasce un articolato calendario di iniziative, eventi, laboratori, incontri, spettacoli, escursioni e momenti di approfondimento che si sviluppano lungo tutto il territorio, valorizzandone le peculiarità e le molteplici identità.
“Prende così forma un vero e proprio Festival Diffuso – spiega Andrea Rossi, coordinatore della Rete degli Ecomusei – un’esperienza che supera i confini di un singolo luogo o di un unico momento per abbracciare l’intero territorio. Un festival che si svolge tra paesi, sentieri, piazze, musei, spazi naturali e luoghi della quotidianità, trasformando la valle in un grande laboratorio di cultura, partecipazione e scoperta. Il Festival diffuso dell’Ecomuseo è un invito a condividere esperienze, generare nuove relazioni e costruire insieme il futuro della valle, a partire dalla sua memoria più autentica”.
«Fondazione CR Firenze – dichiara Gabriele Gori, Direttore Generale della Fondazione CR Firenze – sostiene il percorso dell’Ecomuseo del Casentino perché interpreta la cultura come strumento di valorizzazione del territorio e di attivazione delle comunità. Il Futuro della Memoria racconta bene questa visione: trasformare il patrimonio materiale e immateriale della valle in una risorsa viva, capace di generare nuove occasioni di incontro, partecipazione e scoperta. In questo quadro si inserisce anche il sostegno della Fondazione alla riqualificazione di Spazio CURA, realizzata nell’ambito del nostro Bando “Spazi Attivi” insieme al Comune di Poppi: un intervento che ha restituito al territorio un luogo dedicato alla produzione culturale e alla vita della comunità e che oggi dialoga naturalmente con il percorso diffuso promosso dall’Ecomuseo».