IN SOLOMON’S FOOTSTEPS
IN SOLOMON'S FOOTSTEPS
Dal Casentino all’Europa, un progetto per custodire la memoria di Solomon Saltiel
Il Casentino entra in una nuova rete europea della memoria grazie al progetto “In Solomon’s Footsteps: Memory, Resistance, Coexistence”, finanziato dal programma europeo CERV – Citizens, Equality, Rights and Values e coordinato dall’Unione dei Comuni Montani del Casentino.
Il progetto nasce dalla storia di Solomon Saltiel, ebreo sefardita nato a Salonicco nel 1916, la cui vicenda attraversa alcuni dei luoghi più drammatici della storia europea del Novecento: la Grecia occupata, la prigionia nei campi italiani, il passaggio in Casentino, la deportazione in Germania allo Stalag VII A di Moosburg, il ritorno in una Salonicco devastata dalla Shoah e infine la costruzione di una nuova vita negli Stati Uniti.
La sua storia non è soltanto una testimonianza individuale. È una microstoria europea che collega territori, lingue, comunità e memorie diverse. Attraverso la vicenda di Solomon, il progetto intende riflettere sulla persecuzione degli ebrei, sulla prigionia, sulla solidarietà civile, sul ruolo dei testimoni e sulla responsabilità delle comunità nel custodire e trasmettere la memoria.
Il Casentino ha un ruolo centrale in questo percorso. Qui Solomon Saltiel visse una parte importante della sua odissea di guerra, tra prigionia, fuga, aiuti ricevuti dalla popolazione locale e tentativi di sopravvivenza. Per questo il progetto rappresenta anche un’occasione per rileggere la storia del nostro territorio dentro una dimensione più ampia, europea e transnazionale.
In Solomon’s Footsteps coinvolge partner di Italia, Grecia e Germania: l’Unione dei Comuni Montani del Casentino, l’Università degli Studi di Firenze, due organizzazioni greche attive sui temi della partecipazione democratica, della cultura e dell’inclusione, e l’associazione tedesca Stalag Moosburg, impegnata nella conservazione della memoria del grande campo di prigionia bavarese. Accanto ai partner principali sono coinvolti anche soggetti associati, tra cui scuole, enti locali e realtà culturali e sociali.
Le attività previste si svilupperanno nell’arco di due anni e comprenderanno laboratori didattici, percorsi con le scuole, incontri pubblici, attività di ricerca, urban memory trekking nei luoghi della memoria, una performance narrativa e musicale, un documentario, una mappa digitale e momenti di confronto internazionale.
Particolare attenzione sarà dedicata ai giovani. Gli studenti non saranno soltanto destinatari di attività educative, ma saranno coinvolti come protagonisti nella rielaborazione delle fonti, nell’ascolto delle testimonianze, nella produzione di materiali narrativi e digitali e nella costruzione di nuove forme di memoria attiva.
Il progetto valorizzerà anche il lavoro della Banca della Memoria del Casentino e dell’Ecomuseo del Casentino, mettendo in relazione l’esperienza maturata nel campo della raccolta delle testimonianze orali con una nuova prospettiva europea. Le memorie locali diventeranno così parte di un racconto più ampio, capace di collegare Poppi, Laterina, Salonicco e Moosburg. Uno degli obiettivi principali è infatti quello di mostrare come la memoria della Shoah non appartenga soltanto ai grandi luoghi simbolici della storia, ma attraversi anche paesi, strade, archivi familiari, paesaggi e comunità apparentemente periferiche. Anche il Casentino, con le sue storie di guerra, prigionia, paura, solidarietà e accoglienza, fa parte di questa geografia europea della memoria.
In un tempo in cui l’antisemitismo, il razzismo, la banalizzazione della Shoah e la distorsione della storia tornano a manifestarsi con forza, il progetto vuole contribuire a trasformare la memoria in uno strumento vivo di educazione civica, dialogo e responsabilità.
Seguire le tracce di Solomon significa dunque attraversare il Novecento europeo, ma anche interrogare il presente. Significa chiedersi che cosa resta delle testimonianze quando i testimoni diretti scompaiono, come una comunità può farsi custode di una storia fragile e come la memoria possa diventare una pratica condivisa di cittadinanza.
Per il Casentino, In Solomon’s Footsteps rappresenta un’importante occasione culturale e istituzionale: un progetto europeo che parte da una storia personale, attraversa il nostro territorio e lo collega a una rete internazionale impegnata nella costruzione di una memoria comune, consapevole e responsabile.