Glossario del patrimonio del Casentino
Il patrimonio di una valle non è fatto solo di castelli e chiese, ma anche di parole. Molti termini legati al lavoro nei boschi, all’acqua, agli animali e alla vita di comunità oggi si usano sempre meno, ma raccontano come il Casentino è stato abitato e trasformato nei secoli. Questo glossario raccoglie alcune delle parole che incontrerai visitando le antenne dell’Ecomuseo e partecipando alle sue attività.
Antenna ecomuseale
Ogni luogo della rete dell’Ecomuseo: un piccolo museo, un mulino, un percorso, un centro di documentazione. Le antenne sono distribuite sul territorio e, insieme, formano un museo diffuso che coincide con la valle stessa. → L’Ecomuseo del Casentino
Bigonaio
L’artigiano che costruiva le bigonce, i contenitori di legno usati soprattutto durante la vendemmia. Era un mestiere legato al bosco e alla conoscenza dei legni adatti a ogni uso. → Nel bosco dei bigonai
Carbonaia
Una catasta di legna, coperta di terra e foglie, in cui il legno bruciava lentamente con pochissimo ossigeno per trasformarsi in carbone. I carbonai vivevano per settimane nel bosco, sorvegliando giorno e notte la combustione.
Comunità patrimoniale
Un gruppo di persone che riconosce come proprio un patrimonio culturale e si impegna a conservarlo e trasmetterlo. Il concetto nasce dalla Convenzione di Faro del Consiglio d’Europa (2005) ed è al centro del lavoro dell’Ecomuseo. → Comunità patrimoniali
Ecomuseo
Un museo che non sta dentro un edificio, ma coincide con un territorio e con la comunità che lo abita. L’idea nasce in Francia negli anni Settanta: il patrimonio non è solo esposto, ma vissuto, studiato e curato dagli abitanti. → Che cos’è un ecomuseo
Gora
Il canale artificiale che devia una parte dell’acqua di un fiume o di un torrente per portarla fino al mulino. La sua manutenzione era un lavoro collettivo, essenziale per far funzionare le macine.
Mappa di comunità
Una rappresentazione del territorio realizzata dagli abitanti stessi, che vi segnano ciò che per loro ha valore: luoghi, storie, saperi, paesaggi. Non è una carta geografica, ma un ritratto condiviso di un luogo. → Mappe di comunità
Metato (seccatoio)
Il piccolo edificio in pietra dove si essiccavano le castagne. Le castagne venivano stese su un graticcio al piano superiore, mentre al piano terra un fuoco lento e continuo le asciugava per settimane. Una volta secche, venivano macinate per ottenere la farina di castagne, per secoli alimento fondamentale della montagna. → Prodotti agro-alimentari
Mulino ad acqua
Il mulino che sfrutta la forza dell’acqua per far girare le macine e trasformare i cereali e le castagne in farina. Nell’Appennino era diffuso il mulino a ruota orizzontale, adatto ai torrenti di montagna. → Mulini ad acqua · Ruote ad acqua
Panno casentino
Un tessuto di lana pesante e caldo, riconoscibile per la superficie a piccoli riccioli ottenuta con la lavorazione chiamata ratinatura. Nato come stoffa da lavoro per pastori e contadini, è diventato uno dei simboli della valle, soprattutto nei colori arancio e verde. → Attività artigianali
Transumanza
Lo spostamento stagionale delle greggi. In autunno i pastori casentinesi scendevano verso i pascoli più miti della Maremma e in primavera risalivano verso la montagna. Era un viaggio lungo, che ha lasciato tracce nei sentieri, nelle tradizioni e nelle famiglie della valle. → La via della transumanza