Stand Up for Africa

Stand Up for Africa

L'ARTE CONTEMPORANEA PER I DIRITTI UMANI

Il progetto, a carattere pluriennale, ideato dall’Hymmo Art Lab di Pratovecchio, con la cura di Paolo Fabiani, viene promosso dall’Unione dei Comuni Montani del Casentino, in partenariato con una serie di soggetti pubblici e privati, nell’ambito delle attività dell’Ecomuseo del Casentino. Obiettivo centrale dell’iniziativa è quello di proporre l’arte contemporanea, nelle sue diverse espressioni, quale strumento di azione sociale, mezzo universale  per sensibilizzare, promuovere e formare il territorio ai temi dei diritti umani, dell’accoglienza e della convivenza ma anche della conoscenza e valorizzazione dell’eredità culturale locale.

Altri obiettivi specifici del progetto sono:

- promuovere e sviluppare la creatività giovanile (studenti-artisti) proponendo loro il confronto con temi di particolare valenza socio-culturale (diritti umani) calati in un contesto concreto, quello del Casentino.

- incentivare la formazione e la sensibilizzazione del pubblico (territorio in primo luogo) sia sui linguaggi dell’arte contemporanea che sui temi trattati attraverso diversificate modalità d’intervento che di anno in anno trovano modalità diversificate (laboratori residenziali, mostre, performances, incontri con le scuole, tavole rotonde, momenti di socializzazione…)

EDIZIONE 2016

Curatore: Giandomenico Semeraro

Attività realizzate

- laboratorio residenziale e mostra di opere di 10 studenti dell'Accademia di Belle Arti di Firenze realizzate con il concorso ed il coinvolgimento diretto di un gruppo di migranti presenti nel territorio: STAND UP FOR AFRICA

- mostra fotografica di 10 rifugiati CLICK TO REMIND con foto recuperate dai loro cellulari che hanno consentito di restituire brani significativi del loro vissuto: la famiglia, il contesto sociale di provenienza, il viaggio…

- mostra di artisti senior presso il Castello di Poppi UBUNTU

- momento di festa (CHI HA PAURA DELL’UOMO NERO?) sulla rilettura delle tradizioni e della storia locale alla luce del presente presso l’Ecomuseo del Carbonaio dove si è svolta anche la tavola rotonda: MIGRAZIONI DI IERI E DI OGGI.

- laboratori ed azioni educative condotte presso le scuole del territorio ricorrendo agli strumenti ed ai linguaggi dell’arte contemporanea

- momenti di socializzazione (spettacoli e concerti) incentrati sui temi del progetto

EDIZIONE 2017

What Lies Beneath. Le verità Nascoste.

Curatela a cura di Serena Becagli e Rita Duina


Nella seconda edizione,  i giovani artisti selezionati, Giuseppe Di Carlo, Alice Ferretti / Leonardo Moretti, Guerrilla SPAM e Gianluca Tramonti, hanno lavorato in alcune località del Casentino (rispettivamente Badia Prataglia, Faltona, Montemignaio, Pratovecchio-Stia), fianco a fianco con alcuni ragazzi e famiglie di rifugiati e abitanti autoctoni, dando vita a una divertente e istruttiva riflessione sul territorio e sulle relazioni che il linguaggio dell'arte può innescare, superando barriere linguistiche e ideologiche. I prodotti dei vari laboratori sono stati al centro di una mostra collettiva presso l'Hymmo Art Lab di Pratovecchio.
Recita così la Dichiarazione d'Intenti presentata sotto forma di comunicato dagli organizzatori: "Lʼobiettivo dellʼintero progetto non è quello di fare demagogia sul tema dellʼimmigrazione, né di strumentalizzare, a fini artistici, la problematica dellʼintegrazione. In tutta sincerità, abbiamo agito, seppur con lʼingenuità dei neofiti a una pratica, per creare momenti di scambio tra la realtà dei vecchi e nuovi abitanti del Casentino, perché crediamo che lʼarte sia un ottimo pretesto per lavorare insieme, in modo ludico ma anche spaventosamente serio, per abbassare le difese e interrompere, anche solo per un paio dʼore, i pregiudizi di cui ci nutriamo quotidianamente. Conoscere lʼAltro è il primo passo per non averne più paura, per empatizzare e capire meglio visioni apparentemente inconcepibili. Non siamo e mai saremo gli dei etruschi o le divinità africane di cui abbiamo a lungo parlato in questi giorni, capaci di invertire con un batter di ciglia processi radicati nellʼanimo umano. La frustrazione di non potere fare di più e di meglio ci ha accompagnato costantemente durante la realizzazione del progetto: lavorare con realtà diverse, associazioni, popolazione locale, migranti, è fonte di grandi soddisfazioni come anche di enormi difficoltà. Il Casentino ha rappresentato per noi che abbiamo lavorato allʼorganizzazione dellʼintero progetto, nella sua complessità, la prima grande verità nascosta, che si è svelata ai nostri occhi come luogo ricco di capitale umano."

EDIZIONE 2018

Natura Naturans - Arte, Natura e Spiritualità

Residenza a cura di Pietro Gaglianò


La terza edizione di Stand Up for Africa, il progetto ideato e diretto da Paolo Fabiani e Rossella Del Sere in Casentino, ha ancora una volta portato le emergenze umanitarie, le crisi geopolitiche e le dolorose questioni sul destino dei migranti in uno spazio di dialogo e comprensione, sotto il segno dell’espressione artistica. Nel corso della residenza i sei giovani coinvolti sono stati guidati nei luoghi simbolo del territorio casentinese, contrassegnati da una natura incantata, da una tradizione di profonda spiritualità e dalla grazia dell’arte, per trovare in questa esperienza il terreno comune sul quale nascono le opere e i progetti presentati nella mostra curata da Pietro Gaglianò.

Incontri, visite ai siti storici, escursioni nella natura, ma anche momenti di quotidiana condivisione, a volte a dispetto delle barriere linguistiche, si sintetizzano in una serie di opere, con diversi linguaggi e diversi medium, che indagano il senso arcano di una Natura naturante: una natura creatrice che, secondo le sensibilità dei singoli, si estende come divinità, come forza primitiva, o come lo scandalo dell’arte. E qui, in questa dimensione, nell’offerta senza pegno che l’arte porge al mondo, si sono depositati i giorni e le esperienze di questo incontro.

EDIZIONE 2019

Human Behavior - arte per un comportamento umano

Residenza a cura di Pietro Gaglianò 


Il comportamento umano e la dimensione della responsabilità individuale hanno guidato la quarta edizione del progetto. Sono state messe al centro della riflessione artistica le azioni che contraddistinguono l’essere umano, che lo fanno vivere in empatia con gli altri e con la natura, per il bene comune, per un’apertura della visione individuale a favore di una visione collettiva, altrimenti spinta verso il collasso da un asfittico dominio.

Per coinvolgere direttamente il territorio e le suole in particolare, intorno ai temi delle migrazioni e del confronto culturale, è stata ideata una mostra itinerante NOMAD ART SPACE in sono state esposte sette opere realizzate per l’occasione dai giovani artisti coinvolti nelle edizioni precedenti. In corrispondenza di ogni tappa della mostra sono stati attivati laboratori per bambini sul tema delle migrazioni. 

Altre attività che hanno caratterizzato questa edizione: la proiezione del video di Filippo Berta, Homo Homini Lupus, a Moggiona, Poppi (AR) e la restituzione del lavoro, attraverso alcune video-installazioni, di Cesare Baccheschi, La Cura – Il bello degli altri, sette interviste a chi sul territorio si dedica agli altri. Di seguito i link alle sette video-interviste realizzate:

Avis:  https://youtu.be/3hyPqKuCwxI
Babbo Natale :  https://youtu.be/ne_URN2YI4Q
Alterini:  https://youtu.be/wwDd-jzdJKY
Casentino Senza Frontiere:  https://youtu.be/VQYkRXBVsYw
Crocerossa:  https://youtu.be/CKyrFhoY8Io
Nannucci:  https://youtu.be/3V3Wl0eKUQk
Misericordia:  https://youtu.be/fZzu-YHbe3c

EDIZIONE 2020

Lontano Da

La V edizione di Stand Up For Africa, arte contemporanea per i diritti umani, mantiene il proprio obiettivo di creare con l'arte contemporanea uno spazio di incontro per l'inclusione sociale, l'analisi e la comprensione dei fnomeni migratori. Il tema principale attorno al quale si aprono le riflessioni dell'intera edizione SUFA 2020 è la percezione della distanza, sia quella di chi ha lasciato la propria tessa per emigrare sia quella quotidiana che viviamo a causa delle misure sanitarie. Sulla distanza, sul desiderio di ritorno e sulle possibilità della condivisione della comunicazione su altri piani sono incentrate tutte le attività di questa edizione.

Anche quest'anno, pur nelle condizioni imposte dalla crisi sanitaria, è stata mantenuta la forma della residenza d'artista a cura di Pietro Gaglianò. Due giovani artisti italiani Matteo Coluccia e Caterina Shanta, che non hanno mai visitato il Casentino, entrano in contatto con due tutor di origine africana Mouhamed Yaye Traore e Dominion Ogieva, ora di base nella provincia di Arezzo.
La residenza è stata in remoto: gli artisti, dalle loro sedi (Puglia e Friuli Venezia Giulia), sono stati guidati dai tutor alla scoperta del territorio con l'uso di video, foto, dirette, interviste ai residenti, che hanno collaborato alla raccolta di materiali attraverso un gruppo social. Ne sono nate due opere video create con i materiali raccolti e con altri creati dagli artisti che verranno proiettate sulle facciate di edifici in Casentino nel corso di alcuno serate e trasmesse in diretta web.
Il progetto vuole dare vita a una narrazione collettiva del territorio casentinese, veicolato dallo sguardo dei suoi nuovi abitanti. Verranno coinvolti abitanti di Pratovecchio, studiosi,n responsabili del Parco delle Foreste Casentinesi, della Banca della Memoria, ospiti e professionisti di Siproimi, che ospita migranti nella provincia di Arezzo. Inoltre, viste le difficoltà correnti, il progetto vuole dare un sostegno ai giovani artisti e ai giovani migranti. Il Casentino è un distretto sociale e culturale che si sta dimostrando fortemente inclusivo verso questi ultimi.

Tuttavia rimane molto importante creare uno spazio in cui vecchi e nuovi abitanti possano incontrarsi e riconoscersi come collettività. Con base a Pratovecchio Stia, SUFA, progetto ideato da HYmmo Art Lab (di recente costituitasi associazione) opera in questo contesto da alcuni anni mettendo in contatto le varie comunità con una presenza trasversale per quanto riguarda l'età e i retroterra culturale. Da secoli terra d'arte, il Casentino ha in realtà pochi spazi per la promozione del contemporaneo e SUFA rappresenta una realtà di connessione e di rilancio.

OVUNQUE TU SEI

Ovunque tu sei nasce dalla collaborazione tra Caterina Shanta e Mouhamed Yaye Traore. Il video, diretto da Shanta, si compone con le interviste e le riprese realizzate da Yaye (con unico mezzo il cellulare e le tracce audio registrate attraverso Whatsapp).
Una semplice domanda guida tutto il lavoro video: "Qual è il tuo film preferito e perchè?"
Emerge un ritratto generazionale, degli amici di Mouhamed, ma anche il punto di vista di chi riprende e che viene visto nell'atto della ripresa. L'immaginazione e le storie narrate si calano nella realtà e ne cambiano il senso. Rimandano a grandi tempo quali la migrazione, la lotta per i diritti delle minoranze, la lotta per avere uno spazio dell'immaginazione, la lotta per il diritto di immaginarsi altrimenti o altrove

I ONLY RELAX WHEN THINGS GO ACCORDING TO PLAN

I only relax when whings go according to plan è un video composto da un racconto inventato, felice, stereotipato, ideale e fintamente reale che descrive l'attuale condizione di un migrante nigeriano in Italia.
Matteo Coluccia e Dominion Ogieva hanno lavorato insieme alla realizzazione di questo lavoro, dove la traccia audio è una registrazione della voce di Dominion che narra la sua biografia e scandisce l'intera durata del filmato. L'immagine iniziale, che parte contemporaneamente con il racconto, presenta delle labbra che in sincrono seguono le parole pronunciate da Dominion. Mentre la sequenza scorre, ritmata dal suono delle parole e dai movimenti dei muscoli facciali, la telecamera si allontana dalle labbra e rivela allo spettatore le fattezze del narratore: una bambina. La camera continua il suo allontanamento dal punto di partenza rivelando successivamente il paesaggio alle spalle della bambina: il Casentino. Continuando con lo zoom out la ripresa svela la natura scenografica del paesaggio alle spalle della bimba, composto da un fondale sorretto dai treppiedi. A questo punto l'audio va fuori sincrono diventando una voce fuori campo: due figure entrano in scena e smontano il set, la bambina continua a recitare fino alla fine del copione, infine esce di scena e nell'inquadratura restano solo una sedia e una campagna arida scaldata dal sole. Attraverso la tecnica del piansequenza e del doppiaggio il video tenta di evidenziare la complessità del rapporto con i fatti reali, rivelata dalla successione dei piani all'interno della scena e l'esercizio di un'egemonia narrativa praticato da un sistema, che richiede "all'altro" di rimuovere alcuni aspetti biografici e di confermare i restanti alla fiction di stato, in cambio del riconoscimento di alcuni diritti.

SUFA